giovedì 28 marzo 2013

SCUOLA MEDIA, ELEMENTARI S. VINCENZO, FORO BOARIO: LE PROPOSTE DI EUGENIO LUZZU

- Un milione per la scuola «Sono soldi buttati via». Luzzu (Pd) critica l’investimento per l’Amalteo
- «Carne a kmzero al foro boario»
- Il Pd contrario all'asta per le scuole di S. Vincenzo: «Gli spazi all’asilo di Trepiere»
- Piazza cittadina intitolata a Gina Roma
OPERE PUBBLICHE Approvato in Consiglio il piano triennale degli interventi
Un milione per la scuola «Sono soldi buttati via»
Luzzu (Pd) critica l’investimento per l’Amalteo
ODERZO - (an.fr.) Scuola media Amalteo: investimento di un milione 150mila euro per adeguarla alle normative antisismiche. Intervento inserito nel piano triennale delle opere pubbliche, approvato mercoledì dal Consiglio. Ma la minoranza del Pd non ci sta e avverte: «Prima di spendere tanti soldi su un fabbricato vecchio, soprattutto rispetto agli standard della didattica moderna - afferma Eugenio Luzzu - bisogna pensarci bene.
Evitiamo di ripetere l’errore fatto con la primaria Dall'Ongaro per la quale ci siamo impegnati con un intervento corposo sul piano finanziario, ma la scuola mostra ancora tutti i limiti del suo tempo. Con aule piccole, poco adatte alle nuove tecnologie come le lavagne multimediali Lim».
L'adeguamento antisismico alla scuola Amalteo è uno degli interventi di spicco nel programma del sindaco Pietro Dalla Libera, che lo annunciò nel 2011 quando venne rieletto. «Siamo tutti d'accordo che gli edifici pubblici, le scuole per prime - precisa Luzzu - debbono essere a norma. La sicurezza è una questione prioritaria. Tuttavia nel caso specifico val la pena di chiedersi se sia il caso di investire su una struttura che è già vecchia, essendo stata costruita 40 anni fa, oppure se non sia il caso di procedere diversamente». Certo un milione di euro non basta per una scuola nuova. «La mia idea - conclude Luzzu - è di procedere per blocchi. Realizzando di sana pianta 4/5 aule alla volta. Oggi si impiegano nuovi materiali, nuove tecnologie. Si utilizza il legno con ottimi risultati in breve tempo. In questo modo si potrebbe andare avanti per gradi, senza grandi ripercussioni sull'andamento scolastico. E rispettando appieno la normativa antisismica».

«Scuole Amalteo, opere sprecate»
Sull’adeguamento antisismico il Pd è perplesso: «Meglio rifarle per stralci»
Un milione di euro per le scuole Amalteo. Nel piano delle opere pubbliche di Oderzo è stato inserito l’adeguamento antisismico delle scuole medie dove ora ci sono anche gli uffici dell’Istituto comprensivo e la sede del Liceo. È un immobile immenso, costruito negli anni ’70, con saloni per conferenze aperti alla cittadinanza e che ospita centinaia di ragazzi e docenti. Le nuove regole impongono l’adeguamento antisismico degli edifici pubblici. Le scuole elementari Dall’Ongaro già questo adeguamento lo hanno fatto, per stralci. La prossime estate si faranno nuove aule dove prima c’erano gli uffici della direzione didattica. Per le scuole medie Amalteo i lavori dovrebbero iniziare nel 2015. L’amministrazione comunale ha previsto la spesa di un milione di euro, per queste opere. Ma il Pd di Oderzo ritiene che siano soldi sprecati per sistemare un edificio vecchio. «Pensiamo che il Comune non potrà avere a disposizione tutto questo denaro», dice Eugenio Luzzu, «Crediamo che non valga la pena intraprendere opere per l’adeguamento antisismico. Molto meglio procedere per stralci a rifare le scuole nuove, con tutti i moderni criteri sia per la sicurezza che per la didattica. Si possono demolire e costruire moduli successivi in linea con quanto richiede la nuova tecnologia. Le scuole Amalteo sono state costruite mezzo secolo fa con altri criteri, non sprechiamo un milione di euro su muri vecchi».
Negli ultimi anni nelle scuole medie è stato completamente rifatto il salone polivalente. È stata costruita una serra per gli esperimenti di botanica ed è stato sistemato il piazzale esterno verso gli impianti sportivi.
(g. p. 19 marzo 2013)

«Carne a kmzero al foro boario»
Annalisa Fregonese
ODERZO - (an.fr.)
Un piano complessivo di rilancio del mercato del bestiame. Che sviluppi nuove opportunità, organizzando ad esempio uno spaccio di carni fresche provenienti degli allevamenti del comprensorio. E la proposta avanzata in Consiglio da Eugenio Luzzu, capogruppo del Partito Democratico. Accolta con interesse dall'assemblea, considerato che un'iniziativa analoga, cioe il Farmer's Market con vendita di prodotti agricoli a km zero, sta riscuotendo il favore degli opitergini.
«Nel piano delle opere pubbliche - ha fatto osservare Luzzu - abbiamo 80mila euro per la realizzazione di stalli di sosta in Foro Boario. Sono tanti? Sono pochi? Sono comunque importanti e, come abbiamo avuto modo di dire più volte, dovrebbero essere inseriti in un piano di rilancio di quello che è il mercato agricolo». Pur risentendo della crisi nazionale della zootecnia, il mercato opitergino rappresenta un sicuro riferimento per il settore a livello regionale. «Questi 80mila euro - ha aggiunto il capogruppo del Pd - potrebbero essere l'occasione giusta per associare il mercato del bestiame a quella bella iniziativa che ha preso molto piede in città e che è il mercato agricolo del sabato». Fino a qualche anno fa era quello di Verona il primo mercato del bestiame del Veneto. Ora al vertice c'e proprio Oderzo. Nonostante nel tempo tante stalle abbiano chiuso, Oderzo continua ad avere un certo giro d'affari legato al commercio del bestiame e dei foraggi.
«Riuscire ad intercettare alcune attività, alcune possibilità legate al commercio delle carni piuttosto che a certi cicli di lavorazione - ha spiegato Luzzu - potrebbe dare un senso maggiore al fatto di dover fare quest'investimento». Secondo Luzzu tra l'altro la base di partenza é buona perchè il Foro Boario dispone di un ottimo macello, sistemato in tempi recenti. Struttura che potrebbe favorire la macellazione delle carni e la loro vendita direttamente sul posto.

Il foro boario
Mercato dei bovini in crisi nera. Un piano di rilancio
ODERZO. Il mercato del bestiame a Oderzo (in foto), un tempo fra i più importanti del Veneto, è andato gradualmente spegnendosi. Il foro boario il mercoledì, giorno di mercato, è quasi vuoto. L’amministrazione ha previsto lo stanziamento di 80 mila euro per lavori di adeguamento dell’edificio del foro boario con la sala contrattazioni e conferenze, il grande parcheggio, l’area per il mercato dei bovini. Eugenio Luzzu, consigliere del Pd, ritiene che siano soldi spesi male. «Soldi che non servono a rivitalizzare una forma di mercato che è ormai fuori dai tempi. Meglio sarebbe un grande mercato delle carni certificate». (g.p. 16 marzo)
   

Piazza cittadina intitolata a Gina Roma

ODERZO. Una piazza per Gina Roma (in foto). La proposta di intitolare una piazza alla nota pittrice opitergina ha raccolto l’unanimità dei consensi in consiglio comunale. «Negli ultimi 15 anni non è stata intitolata neppure una via ad una donna opitergina», ha affermato Eugenio Luzzu, Pd, «sarebbe un piccolissimo segnale per le donne, al quale accodare altre iniziative». Il sindaco Pietro Dalla Libera ha risposto: «C’è l’intenzione di dedicare a Gina Roma la nuova piazza che sarà costruita nell’ambito della nuova zona residenziale nell’area ex Malice. Avremmo voluto intitolarle una strada, ma a Oderzo c’è già una via Roma. Se non partiranno a breve i lavori nell’area del Malice, penseremo ad altri spazi cittadini per Gina Roma». (g.p. 16 marzo 2013)


Le ex scuole di S. Vincenzo ancora all’asta

ODERZO. Ex scuole elementari di San Vincenzo: per la terza volta consecutiva l’amministrazione comunale tenta di venderle all’asta per rimpinguare il bilancio e le casse comunale. Nessuno le ha comprate, fino ad ora. Eugenio Luzzu, consigliere comunale del Partito Democratico, non è neppure tanto dispiaciuto per la mancata vendita: «Perché insistere nel voler vendere le scuole quando abbiamo lì vicino un edificio scolastico insufficiente alle richieste? La scuola dell’infanzia di Tre Piere ha solo 5 aule per sei classi. Gli insegnanti devono fare slalom fra aule, laboratori perfino allestire posti nell’atrio per riuscire a far lezione. Perché vendere le scuole vecchie di San Vincenzo, quando quell’area si trova vicina all’altro edificio e potrebbe essere utilizzata per ampliare gli spazi a favore delle attività scolastiche dei bambini? Sappiamo anche che attualmente è in aumento la richiesta di iscrizioni per la frequenza della scuola materna. La scuola di san Vincenzo va tenuta, e non alienata per far cassa». Tanto più che, fino ad oggi, nessuno si è fatto avanti per comprare. Una polemica iniziata tempo fa e che non accenna ancora a diminuire. La scuola dell’infanzia di San Vincenzo è stata costruita ormai qualche decennio fa:sembrava una scuola all’avanguardia e molto grande. Invece le domande di iscrizione alla scuola pubblica stanno aumentando e ci sono 5 aule per sei classi, come afferma il consigliere Luzzu. Il Partito Democratico non vuole mollare sul tema, consapevole delle problematiche del bilancio cittadino ma anche dell’esigenza, per i bimbi opitergini, di poter godere di un’istruzione adeguata in stabili degni di esser chiamati scuole. (g.p. 15 marzo 2013)
Il Pd contrario: «Gli spazi all’asilo di Trepiere»
ODERZO – (an.fr.) L'asta per la sua vendita è andata deserta per ben 4 volte. L'immobile in questione è la vecchia scuola elementare di San Vincenzo, messa in vendita dal Comune per circa 400mila euro. «Il momento non è dei migliori. Il mercato immobiliare è saturo, il comparto dell'edilizia sta soffrendo di una crisi gravissima - commenta Eugenio Luzzu, capogruppo del Partito democratico – Credo che questo sia il momento meno indicato per un'iniziativa simile, alla quale noi abbiamo sempre manifestato la nostra contrarietà. E lo diciamo ancora una volta: caro Comune non mettere in vendita la vecchia scuola, non liberiamoci di un bene che in futuro può rivelarsi per noi utilissimo». Luzzu guarda in prospettiva futura.
«Quest'anno scolastico - spiega - alla materna Trepiere ci sono sei sezioni, mentre le aule disponibili sono 5. Gli spazi hanno dovuto essere adattati, un laboratorio viene usato come aula, col risultato che alcune attività vengono svolte in spazi impropri, come l'atrio. Vediamo che c'è un trend in crescita riguardo l'affluenza alle scuole materne pubbliche. Fra questi motivi il fatto che diverse famiglie non riescono a sostenere il costo della retta per un asilo privato. Se le cose continuano così può darsi che si presenti la necessità di un ampliamento dell'asilo pubblico. Se si vende la vecchia scuola di San Vincenzo, che è attigua, dove andrà il Comune a recuperare gli spazi necessari?».

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