martedì 9 febbraio 2016

Comprendiamo i cittadini di Magera. Ma il volantino...

di Sandro Battel

A Magera l'accoglienza diffusa si poteva fare, se ci si fosse mossi per tempo. I cittadini di Magera (come tutti quelli di Oderzo) meritano comprensione per la loro preoccupazione e vanno ascoltati, soprattutto in considerazione del fatto che si sono dati molto da fare per cercare una soluzione concreta e - fatto che forse non tutti sanno e che va sottolineato - hanno trovato in poco tempo diverse possibili soluzioni abitative per l'accoglienza diffusa, soluzioni purtroppo in ritardo rispetto alla scadenza dell'ultimo bando S.P.R.A.R. e ancora in numero insufficiente (una quarantina di posti letto circa, pare) per costituire un'alternativa valida. Per questo la nostra comprensione e il nostro rispetto per loro sono ancora maggiori, al di là del fatto che la conoscenza personale di alcuni di essi ci porta a ritenerli certamente in buona fede e animati da intenzioni civili. Tra l'altro questo dimostra che se ci si mobilita per l'accoglienza diffusa è possibile probabilmente creare situazioni gestibili.

Ma ci ha lasciato a dir poco perplessi il volantino diffuso dal comitato, che circola in questi giorni in moltissime copie a Oderzo. Crediamo che si sarebbero dovuti pesare con più attenzione sia il contenuto che i toni: andiamo per ordine.

1- Il volantino parla di "2000 migranti" quando l'articolo della Tribuna del 30 gennaio che riporta la lettera del prefetto dice letteralmente "pare che i migranti destinati a Oderzo saranno certamente meno dei 500 prospettati dagli amministratori" (anche se è vero che questa non è una citazione letterale dal comunicato del prefetto). Tra l'altro De Luca, come è noto, aveva parlato di 1000. Tutti siamo preoccupati, ma suscitare allarme sui numeri prima di avere indicazioni più precise non è il modo più sensato di affrontare il problema.

2 - Parlare di "manifestazione per la sovranità dei cittadini italiani" come se questa sovranità fosse calpestata o violata dal prefetto significa non ricordare che la sovranità si esprime attraverso le istituzioni, come dovrebbe sapere bene non solo un sindaco o un consigliere comunale ma chiunque faccia parte delle istituzioni stesse anche magari come semplice impiegato. Poi nessuno impedisce a nessuno di manifestare, libertà sacrosanta, ma non ci si dovrebbe dimenticare come sono fatte le istituzioni di qualsiasi paese civile, come il prefetto ha giustamente detto nella sua lettera dello scorso 30 gennaio, richiamando chi ha un ruolo istituzionale a comportarsi civilmente. Comprendiamo che le istituzioni non possono scendere nella polemica spicciola, ma se un difetto c'è stato fin qui nelle scelte del prefetto, è stata forse la mancanza di informazioni costanti, alla quale ha in buona parte rimediato appunto con la sua ultima lettera.

3 - Parlare di "disordine e terrore nelle nostre strade giorno e notte", come fa il volantino degli amici di Magera, è un quadro dei fatti che in questo momento non corrisponde in nessun modo alla realtà, come testimoniano le situazioni sostanzialmente tranquille dei centri di accoglienza gestiti dallo stato. Siamo tutti d'accordo che dobbiamo prevenire il pericolo del degrado, ma questo si fa con l'accoglienza diffusa che tutti dicono di volere ma nessuno mette in atto.

Quello dei profughi è un fenomeno che dobbiamo gestire con efficienza, cercando di avere garanzie che la sicurezza dei cittadini è protetta e creando le condizioni, per quanto in nostro potere, per fare in modo che duri il meno possibile e che abbia sullla nostra comunità l'impatto meno possibile pesante. Ma per far questo dobbiamo attivarci e vigilare collaborando e non opporci ciecamente a una decisione che - per quanto non piaccia a nessuno di noi perchè comporterà certamente un impegno - va affrontata con lo spirito più costruttivo possibile. Proprio perchè duri il meno possibile e ci permetta di superare il problema. Dobbiamo organizzarci da un lato per vigilare in modo che non si creino situazioni per noi impossibili da gestire, dall'altro anche per gestire il possibile.


Nessun commento:

Posta un commento